“Qualsiasità”, as radically formulated by Cesare Zavattini, is the idea that there is no hierarchy within reality. Every fragment of life, even the most marginal or apparently insignificant, holds its own narrative and visual dignity. There is no privileged center of vision, but rather a continuous flow of situations, all equally worthy of attention.

In this sense, photography becomes an exercise in attention rather than selection. It is not about chasing the exceptional, but about recognizing what is already present within the ordinary flow of things. My work emerges from this tension: inhabiting reality without hierarchy, allowing the relationships between bodies, spaces, and gestures to construct the meaning of the image.

The street, everyday life, the subtle transitions between actions become the natural ground for this inquiry. Photography does not illustrate or emphasize, but observes. In doing so, it embraces the idea that everything can hold value, even what is usually overlooked.

L'azione è la grande novità del linguaggio: "Fare ciò che si sa". L'arte, sarà tanto più libera quanto più sarà antiletteraria.

Cesare Zavattini

La “qualsiasità”, come intuizione radicale di Cesare Zavattini, è l’idea che non esista gerarchia tra gli eventi del reale. Ogni frammento di vita, anche il più marginale o apparentemente insignificante, possiede una propria dignità narrativa e visiva. Non c’è un centro privilegiato dello sguardo, ma una continuità ininterrotta di situazioni che meritano tutte di essere osservate con la stessa intensità.

In questo senso la fotografia diventa un esercizio di attenzione più che di selezione. Non si tratta di cercare l’eccezionale, ma di riconoscere ciò che già è lì, nel flusso ordinario delle cose. Il mio lavoro nasce proprio da questa tensione: stare dentro il reale senza gerarchie, lasciando che siano le relazioni tra corpi, spazi e gesti a costruire il senso dell’immagine.

La strada, la vita quotidiana, i passaggi minimi tra un’azione e l’altra diventano il campo naturale di questa ricerca. La fotografia non illustra, non enfatizza, ma osserva. E nel farlo accetta l’idea che tutto possa avere valore, anche ciò che normalmente verrebbe ignorato.

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