Ieri di ritorno dall’Esquilino, dove mi sono recato pe realizzare un servizio fotografico, ho fotografato un mural e sono stato fermato da un signore che mi ha detto:
Quello sono io!
In effetti la somiglianza è eccezionale tra Gaetano Sepe e il ritratto sul muro, opera dell’artista Mauro Sgarbi. E Gaetano è lì, sotto i ballatoi di un palazzo Umbertino che ha il suo piccolo banchetto dove vende cinte e portafogli. Mi spiega la storia del mural. Mi racconta di quella volta che Michele Placido lo sgridò per non averlo salutato, proprio lì e proprio a lui. Mi racconta mentre mi fa vedere foto su foto…di suo padre, Gaetano Sepe come lui, ucciso alle Fosse Ardeatine, ucciso dai tedeschi. Mi mostra una fotografia di quando era barista al Bar Barberini, una foto che reca la data: 1962. Lo scatto glielo fece, indovinate un pò…un certo Alberto Sordi.
Fotografia e memoria. Quello che ci piace. Mi racconta di Anna Magnani. Nannarella gli metteva una mano sulla spalla e gli parlava come un amico di vecchia data…
Papà…sei diventato famoso adesso in tarda età!
Questo è quello che gli dice la figlia, soprattutto adesso con questo mural che è affiancato da quello di Trilussa. E poi gli dico che stamperò le foto per portargliele e i suoi occhi brillano. I suoi grazie non finiscono.
Oggi sono tornato con le stampe. Belle grandi come si merita. Dovevate vedere la sua faccia: il ritratto della felicità. E noi con lui. Voleva pagarmi un caffè. Noi avevamo fatto colazione da poco così ha insistito perchè Carmen scegliesse una cintura.
ARTICOLO ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU FOTOREPORTANDO

